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Cos’è la Disruptive Innovation

Cos’è la Disruptive Innovation

Disruptive innovation, ovvero l’innovazione dirompente, è un termine coniato nel 1995 da Clayton Christensen per descrivere ciò che stava accadendo nel mondo delle imprese. Questo termine fa riferimento all’effetto che un’innovazione può avere su un mercato, in grado di distruggere aziende consolidate a favore di nuove realtà emergenti, che fino a quel momento erano state trascurate dalle imprese già presenti sul mercato.

Da allora, la sua teoria è stata accolta, compresa e messa in pratica da numerose organizzazioni, contribuendo alla creazione di centinaia di nuove aziende che hanno fatturato miliardi di dollari. Vediamo meglio qual è il significato di disruptive innovation e perché il contributo di Christensen è stato essenziale per il mondo delle imprese.

Secondo Clayton Christensen, “la disruptive innovation descrive un processo attraverso il quale un prodotto o un servizio alimentato da un abilitatore tecnologico si radica inizialmente in semplici applicazioni nella fascia bassa di un mercato, dato che, in genere, è meno costoso e più accessibile, per poi muoversi inesorabilmente verso il mercato di fascia alta, sostituendo infine i concorrenti consolidati”. Questa teoria è stata spiegata in modo estremamente sintetico da Christensen nell’ultima intervista rilasciata prima della sua morte alla MIT Sloan Management Review.

L’effetto che l’innovazione dirompente ha sul mercato è stato studiato a fondo da Christensen, che ha evidenziato come, spesso, le imprese più grandi e consolidate, pur essendo in grado di soddisfare le esigenze dei propri clienti, non riescano a innovare e a stare al passo con il mercato. In questo senso, l’innovazione dirompente ha il potenziale di dare vita a nuove aziende, che sfruttano le nuove tecnologie per creare prodotti o servizi migliori, più convenienti o semplicemente diversi rispetto a quelli già presenti sul mercato.

Inoltre, l’innovazione dirompente può essere vista come un processo che si svolge in tre fasi: la fase di introduzione, la fase di crescita e la fase di maturità. Nella fase di introduzione, l’innovazione viene lanciata sul mercato e utilizzata da una nicchia di consumatori. Nella fase di crescita, l’innovazione si diffonde sempre di più, fino a raggiungere una massa critica di consumatori. Infine, nella fase di maturità, l’innovazione diventa parte integrante del mercato, sostituendo i prodotti o i servizi consolidati.

Per concludere, l’innovazione dirompente è stata un fattore chiave nel successo di molte aziende emergenti, che hanno saputo sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie per creare nuovi prodotti o servizi, innovativi e in grado di soddisfare le esigenze dei propri clienti. La teoria di Christensen ha mostrato come l’innovazione dirompente possa essere uno strumento potente per la creazione di valore, in grado di cambiare radicalmente il modo in cui le imprese sono concepite e gestite.

Il mondo sta cambiando e chi ha successo impara a innovare i propri prodotti insieme ai propri processi e alle persone.

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© 2024 Andrea Zurini